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[…] Di quel periodo ricordo che ‘Radio Alice’ trasmetteva ripetutamente “Stalingrado”, ma una mano ignota graffiò il disco per impedire ulteriori messe in etere. Direi che questo gesto è abbastanza rappresentativo dei rapporti che c’erano. Evidentemente se trasmettevano quel brano fino alla nausea c’era qualcuno che credeva in quella scelta artistica, però nello stesso momento c’era, grazie a Dio, un atteggiamento critico. Se allora qualcuno ci avesse chiesto un parere sull’accaduto, noi saremmo stati concordi con chi graffiò il vinile […] La componente politica in quegli anni è stata importantissima, nessuno si poteva sottrarre e questo ha creato moltissimi scompensi in quelle zone periferiche in cui forse non era così necessaria. Non mi riferisco ai musicisti militanti, ma a quelli che facevano i musicisti per convinzione e che da una situazione come questa sono rimasti scottati. |
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